Passeggiando nel tempo... torniamo negli anni Sessanta: ecco via Zelasco

AMARCORD. Storylab con questa foto ci porta indietro fino agli anni Sessanta, all’incrocio tra via Zelasco e viale Vittorio Emanuele.

Con Storylab.it questa volta torniamo negli anni Sessanta. L’immagine, condivisa da Roberto Brugali, ci mostra l’incrocio tra via Zelasco e viale Vittorio Emanuele. Uno scorcio che oggi è ancora ben riconoscibile, con i palazzi a sinistra (piazza della Repubblica) e sulla destra, oltre alla torre del Palazzo delle Poste sullo sfondo. Un paio di dettagli però attirano lo sguardo e raccontano il cambiamento della città con il passare dei decenni. Nella foto d’epoca, infatti, si vedono i cavi del filobus, servizio di trasporto pubblico che oggi non è più attivo.

La rete filoviaria di Bergamo fu in servizio dal 1950 al 1978 e raggiunse la sua massima estensione nel 1956, con 19 km complessivi e 6 linee. I cavi nella foto sono quelli della linea 3, che collegava la stazione ferroviaria a Colle Aperto, passando per Porta Nuova, via Zelasco e via Locatelli per immettersi poi su viale Vittorio Emanuele II all’altezza della stazione della funicolare e proseguire verso Città Alta. Dal 1967 il servizio fu progressivamente ridotto, fino alla chiusura dell’ultima linea, la 2, nel 1978. Altro dettaglio interessante nella foto d’epoca, sulla destra all’angolo tra il viale e via Zelasco nell’edificio oggi sede dell’Inps, è il rinomato Ristorante Manarini, rimasto nei ricordi di tanti bergamaschi.

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