Sport / Bergamo Città
Martedì 27 Gennaio 2026
Dieci bergamaschi alle Olimpiadi. Stracciato il vecchio record di sei
LE CONVOCAZIONI. Sono Goggia, Moioli, Conti, Ghilardi, Zorzi, Tomasoni, Fumagalli, Previtali, Casse e Ferrari. Il precedente primato a Calgary 1988, nel 2022 erano 5. Della Vite e Ghisalberti speravano ma restano fuori.
Ora è ufficiale, saranno ben 196 gli azzurri che dall’accensione del braciere in programma venerdì 6 febbraio, per poco più di due settimane andranno a caccia di gloria a cinque cerchi a Milano Cortina 2026, la XXV edizione dei Giochi olimpici invernali.
L’ufficialità
Infatti dopo gli 87 azzurri (47 uomini e 40 donne) che prenderanno parte alle gare dei cinque sport sul ghiaccio (pattinaggio di figura e di velocità, short track, hockey e curling) la cui lista è stata diramata dalla Federazione italiana sport del ghiaccio (Fisg) pochi giorni fa, ha rotto gli indugi anche il presidente della Fisi (Federazione italiana sport invernali) Flavio Roda che lunedì 26 gennaio ha firmato la delibera che ufficializza la lista dei 109 azzurri (di cui 56 uomini, tre in più delle rappresentanti femminili) che difenderanno il tricolore negli sport della neve oltre a bob, slittino e skeleton.
I dieci bergamaschi
Tra loro spiccano ben dieci bergamaschi (considerando due «naturalizzati» da anni residenti nella nostra provincia), esattamente suddivisi tra contingente maschile e femminile, un record assoluto che supera abbondantemente il precedente marcato a Calgary 1988 dove il dialetto «de noter» era parlato da sei concorrenti e che doppia le presenze di Pechino 2022, l’ultima edizione dei Giochi invernali nella quale i nostri erano appunto in cinque.
Un primato che assume ancor più significato se si pensa che nei 78 anni delle 18 edizioni precedenti dei Giochi invernali con presenze targate Bg, la nostra provincia ha schierato in tutto 38 atleti (25 uomini e 13 donne) capaci di vincere otto medaglie di cui tre d’oro e cinque d’argento, le ultime delle quali sono finite nella bacheca della «sorelle d’Italia» Sofia Goggia e Michela Moioli campionesse a Pyeongchang 2018 nella discesa e nello snowboardcross e in grado di centrare il doppio argento nell’edizione successiva a Pechino.
E saranno proprio le due madrine di Milano-Cortina 2026 le favorite orobiche per la caccia alla gloria olimpica che, alla luce del curriculum, potrebbe assumere i bagliori dell’oro o quanto meno il peso di un altro metallo pregiato visto che entrambe hanno nella propria faretra almeno due frecce da scoccare in direzione podio e medaglie.
Sofia è tra le favorite nelle prove veloci (discesa libera e superG), in programma sulla mitica Olimpia delle Tofane, l’iconica pista di Cortina che tanto le piace e dove in Coppa del Mondo ha già vinto per ben quattro volte in discesa collezionando altrettanti podi di cui un secondo posto in superG. La 33enne sciatrice di Astino potrà inoltre giocarsi l’effetto sorpresa nel gigante sempre che sappia mettere a frutto quanto di buono gli allenatori dicono sia in grado di fare nei test tra le porte larghe.
Punta decisamente al metallo più prezioso anche «Miki-Moio» - nickname affibbiato dal circus della tavola alla 30enne di Nese - che avrà a disposizione, oltre alla gara individuale nella quale ha già in bacheca l’oro del 2018 e di cui è campionessa mondiale in carica, pure il Team event che l’ha vestita d’argento quattro anni fa.
Podio che sembrerebbe alla portata anche di Sara Conti (25enne di Zanica) e Niccolò Macii (milanese classe 1995) che tra le coppie d’artistico del pattinaggio su ghiaccio di figura arrivano all’appuntamento olimpico da secondi nel ranking iridato, posizione dalla quale potrebbero giocarsi le medaglie sia nel Team event che nella prova classica, sempre che il ginocchio ballerino della zanichese si decida a far giudizio. Conti è cresciuta nel vivaio dell’IceLab di Bergamo dal quale proviene pure Rebecca Ghilardi (26enne di Pedrengo) che con il veneto Filippo Ambrosini cercherà onore e gloria nella stessa specialità.
Detto dei big assoluti, potrebbero estrarre il più classico dei conigli dal cilindro pure i funamboli dello skicross Federico Tomasoni, 28enne di Bratto, e Edoardo Zorzi, da Songavazzo e di un anno più grande, che peraltro è l’unico «civile» (non arruolato nei gruppi sportivi militari) che porterà sulle piste olimpiche di Livigno i colori dello Sc Radici. Per entrambi le credenziali arrivano dal campo: il primo è stato bronzo iridato nel Team event del 2023, mentre Zorzi è salito sul secondo gradino del podio all’esordio stagionale in Coppa del Mondo.
A tutta adrenalina saranno le Olimpiadi di Lorenzo Previtali, 20enne di Calusco cresciuto nella Sport Evolution Skating, atteso dalle sfide tutte pattini tra i denti dello short track, il pattinaggio su ghiaccio di velocità a eliminazione diretta, mentre condite da un pizzico di sana follia saranno le discese a oltre 120 km/h nel budello ghiacciato di Cortina di Alessandra Fumagalli, 27enne di Redona impegnata nello skeleton, lo slittino a testa avanti e pancia in giù.
Lo spirito di Olimpia attende gli «acquisiti» per motivi di cuore Mattia Casse e Filippo Ferrari. Casse, esperto discesista valsusino di nascita e trapiantato da anni nella Bergamasca, potrà giocarsi carte importanti nelle gare veloci dello sci alpino alle quali si approccia con una vittoria e altri tre podi in Coppa del Mondo, mentre il trentino Ferrari, che da anni vive a Villa d’Almè, cercherà di emulare la Moioli nello snowboardcross, disciplina in cui vanta una manciata di top ten nel massimo circuito.
Colori orobici difesi in maniera «indiretta» anche da Michela Carrara - 28enne valdostana ma di sangue di Valpiana, di cui è originario papà Gian Luigi e che nel biathlon proverà ad imitare le gesta d’argento dello zio Pieralberto Carrara - e da Gloria Gloria Ioriatti, 25enne trentina impegnata nello short track e figlia di Elisabetta Pizio, schilpariese doc con all’attivo i Giochi di Calgary 1988 e Lillehammer 1994 dove ha partecipato nel pattinaggio velocità.
Infine le dolenti note delle convocazioni sperate ma non realizzate da parte degli sciatori Filippo Della Vite e Ilaria Ghisalberti che ci hanno sperato fino all’ultimo ma sono rimasti vittime delle «scelte tecniche» dei selezionatori federali che non si sono fatti convincere dai piazzamenti a punti negli ultimi giganti di Coppa del Mondo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA