Non c'è pace per la memoria a Rovetta. Mani ignote hanno profanato la croce eretta sulla lapide sepolcrale che è posta nel camposanto. La croce ricorda l'uccisione, avvenuta il 28 aprile 1945, all'esterno del cimitero, di 43 militi della Legione Tagliamento.
Gli inquirenti sono riusciti a risalire alla sua identità: si tratta di un uomo del 1960, ora residente nell'hinterland di Bergamo. Sul suo conto sono stati compiuti alcuni accertamenti che escludono un suo coinvolgimento nella vicenda.
Voci su un ragazzino che, uscito chissà perché dalla Casa dell'orfano di monsignor Antonietti nella Selva di Clusone, sarebbe a un certo punto comparso a Rovetta, accolto per qualche tempo dalla parrocchia.
Sarà di nuovo sentita dagli inquirenti Fatija Sabri, l'ex fidanzata di Mohammed Fikri, scagionato dall'accusa di omicidio e ora indagato per favoreggiamento. Intanto proseguono le analisi di laboratorio dopo la riesumazione della salma di Giuseppe Guerinoni.
Vittima delle malelingue, perché lei con il killer di Yara non c'entra niente. Il suo primogenito è figlio suo e di suo marito. Il ciclone è passato ed è stato un fastidioso quarto d'ora. Il suo DNA non è quello della mamma del killer di Yara.
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