Un minuto con Dante:
coppie di dannati

Il canto XXVI è famoso per l'episodio che riguarda Ulisse e Diomede, puniti entrambi come consiglieri fraudolenti e costretti dentro un'unica fiamma che si divide sulla sommità. Interessante come nell'Inferno gli episodi più noti riguardino delle coppie di dannati.

COPPIE DI DANNATI
IF XXVI, 49 ss.


49 «Maestro mio», rispuos'io, «per udirti
50 son io più certo; ma già m'era avviso
51 che così fosse, e già voleva dirti:

52 chi è 'n quel foco che vien sì diviso
53 di sopra, che par surger de la pira
54 dov'Eteòcle col fratel fu miso?».

55 Rispuose a me: «Là dentro si martira
56 Ulisse e Diomede, e così insieme
57 a la vendetta vanno come a l'ira;


Il canto XXVI è famoso per l'episodio che riguarda Ulisse e Diomede, puniti entrambi come consiglieri fraudolenti e costretti dentro un'unica fiamma che si divide sulla sommità. Interessante come nell'Inferno gli episodi più noti riguardino delle coppie di dannati, che hanno una loro “grandezza” nel male, avendo giocato la loro libertà in scelte rovinose che hanno coinvolto altri nella loro colpa e così nella pena: Paolo e Francesca nel canto V; Farinata degli Uberti e Cavalcante nel canto X; Ulisse e Diomede nel XXVI; Ruggieri e Ugolino nel XXXIII. La vicenda di Paolo e Francesca dice quanto un amore lussurioso, non sottoposto alla ragione e alla volontà, trascini i due amanti nella rovina e generi una risposta omicida punita in forma ancora più grave (il marito di lei, Gianciotto Malatesta, sorprese gli amanti e li uccise entrambi).

Il destino di Farinata e di Cavalcante, entrambi eretici e costretti a condividere la stessa tomba infuocata, rimanda ad una passione politica sfrenata, esercitata come se la vicenda terrena fosse l'unica opportunità offerta agli uomini di impegnare la loro ambizione nell'”hic et nunc”, nel qui ed ora, privo di una prospettiva ultraterrena capace di orientare e finalizzare gli sforzi umani verso un oltre aperto alla trascendenza.

La vicenda di Ulisse e Diomede mostra come un uso spregiudicato del proprio ingegno e della propria sete di conoscenza coinvolga amici e compagni in avventure senza ritorno. Quella di Ruggieri ed Ugolino indica drammaticamente a quali livelli di abiezione possa condurre il tradimento e la sete di vendetta; l'odio viscerale e ferino del conte Ugolino soffoca ogni speranza e inaridisce il cuore, travolgendo nel dramma di una morte atroce anche vittime innocenti.

Enzo Noris

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