Calo del greggio, Tenaris in rosso
Prima volta: perde 74 milioni di dollari

Chiude il 2015 con una perdita di 74 milioni di dollari (per la prima volta dopo aver macinato sempre utili) la Tenaris, gruppo a cui fa capo la Dalmine.

Drastica la riduzione del fatturato, calato del 31% da 10,3 a 7,1 miliardi, mentre il risultato operativo è crollato a 195 milioni di dollari da 1,89 miliardi del 2014. Tutto questo a causa del calo della quotazione del greggio e della conseguente forte contrazione del mercato dei tubi per l’esplorazione e l’estrazione di petrolio e gas (nel solo Nord America il calo è stato del 45%), settore nel quale la Tenaris è fra i leader mondiali. L’Ebitda - indicatore di redditività - è calato del 54% a 1,25 miliardi di dollari, dai 2,72 del 2014.

Anche il quarto trimestre 2015 ha chiuso con una perdita netta di 47 milioni di dollari, rispetto a utili per 247 milioni di un anno fa, su ricavi netti in discesa del 47% a 1,42 miliardi. L’Ebitda si è contratto del 69% a 223 milioni di dollari. Va considerato comunque che se il giro d’affari ha scontato la contrazione in atto nell’attività e l’impatto di un contesto competitivo sul fronte dei prezzi - spiega la società in una nota - la flessione del risultato netto è stata determinata da oneri fiscali sugli utili differiti derivanti dalla svalutazione della valuta in Argentina e da perdite su partecipazioni in società non consolidate.

Nonostante questi numeri e la perdita di bilancio, il cda di Tenaris ha proposto un dividendo annuo complessivo di 45 centesimi di dollaro per azione (invariato rispetto all’anno scorso) che include i 15 centesimi di acconto pagati a novembre: dunque è prevista la distribuzione a maggio di una cedola per azione di 30 centesimi di dollaro.

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