Expo e la Carta di Milano
Torre Boldone dice: più fatti

«Siamo sempre stati poco propensi a firmare carte o convenzioni, ma siamo invece decisamente più favorevoli a lavorare, a compiere azioni piuttosto che a farci prendere da enunciazioni di principi”.

E’ una questione più politica, quasi ideologica, che di sostanza e di principi. Il sindaco di Torre Boldone la mette in questi termini per spiegare la sua poca “propensione” a firmare la Carta di Milano, il documento politico più importante che l’Expo lascerà al mondo intero.

«Siamo sempre stati poco propensi a firmare carte o convenzioni, ma siamo invece decisamente più favorevoli a lavorare, a compiere azioni piuttosto che a farci prendere da enunciazioni di principi”. Claudio Sessa la mette così, e lo spiega molto bene nella videointervista realizzata e curata da Laura Arrighetti.

Questo non significa, comunque, che non raccoglie appieno il messaggio e lo spirito di Expo. A cominciare dalla valorizzazione e dalla difesa dell’ambiente. In particolare il sindaco Sessa annuncia per il prossimo futuro un progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica, a forte difesa ambientale: produrrà quasi 1,5 milioni di KWh all’anno per un taglio delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera pari a 600-700 tonnellate.

Un altro passaggio del programma dell’amministrazione guidata da Sessa è il progetto di recupero di due sorgenti storiche del territorio comunale, che già oltre 500 anni fa venivano utilizzate dai cittadini. Si tratta di due fonti recuperate dalla protezione civile del Comune “e in questo momento – spiega Sessa - stiamo facendo le analisi dell’acqua per verificare se è possibile anche utilizzarla come acqua potabile”. Altro punto qualificante in calendario riguarda i lavori per realizzare una seconda piccola centrale idroelettrica, ma soprattutto e una pista ciclabile per favorire la mobilità dolce.

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