Iniziato nel 1968 e mai finito
Un palazzo, battaglia di 45 anni

Oltre 40 anni di battaglia legale non ancora finita, tre piani di edificio mai conclusi, considerati abusivi e da demolire, decine di ricorsi e appelli, sentenze, condanne, avvocati da pagare. Soprattutto un'intera vita trascorsa nei tribunali.

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Oltre 40 anni di battaglia legale non ancora finita, tre piani di edificio mai conclusi, considerati abusivi e da demolire, decine di ricorsi e appelli, sentenze, condanne, avvocati da pagare. Soprattutto un'intera vita trascorsa tra tribunali, burocrazia e – ci si può immaginare – nello scontro perenne.

Protagonista dell'incredibile vicenda un pensionato ora settantenne ma che, all'inizio della disavventura, aveva poco più di 30 anni. E ha trascorso buona parte della sua esistenza nell'attaccare e difendersi, e nel tentativo, mai finora riuscito, di completare quel palazzo voluto nei lontani Anni Sessanta.

Con un'ennesima sentenza, a suo sfavore, depositata settimana scorsa dal Consiglio di Stato, e nella quale viene ricostruita brevemente l'intricatissima storia. Tutto è iniziato nel 1968, ad Almenno San Salvatore, località Oppoli Sopra, ora via della Repubblica, lungo l'attuale strada provinciale.

Il titolare si vede sospendere i lavori – iniziati con licenza rilasciata dal Comune – dell'edificio che stava realizzando su terreno scosceso a inizio paese.

Tutti i dettagli della vicenda su L'Eco di Bergamo del 13 maggio

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