Pragmatismo, la spinta di Draghi all’Europa
MONDO. C’è una parola che Mario Draghi, ex governatore della Bce e di Bankitalia, ex premier, ripete come un martello, senza enfasi ma con ostinazione: pragmatismo.
MONDO. C’è una parola che Mario Draghi, ex governatore della Bce e di Bankitalia, ex premier, ripete come un martello, senza enfasi ma con ostinazione: pragmatismo.
MONDO. In occasione della conferenza annuale dell’Agenzia europea della difesa, il commissario dell’Unione europea per lo spazio e la difesa, Andrius Kubilius, ha affermato che sul tema militare l’Europa è un gigante che dorme.
MONDO. Roma-Washington: si avvertono gli scricchiolii. Hanno nomi, frasi, dossier.
MONDO. Avanza finalmente il faticoso negoziato per fermare la tragedia russo-ucraina. Dopo anni di buio pesto, per la prima volta, Mosca e Kiev si parlano direttamente alla presenza di un interlocutore.
MONDO. La sfida nell’Artico e la tragedia ucraina stanno formando la nuova Europa. Chissà che un giorno Stati Uniti e Russia non si pentano dei recenti passi avventati, che hanno svegliato il «gigante buono» ed hanno messo in dubbio nel Vecchio continente equilibri consolidati da decenni.
MONDO. Non per cento né per duecento… A quanto pare, la sorte di un pezzo d’Europa, la Groenlandia, dovrebbe essere deciso come alle fiere di paese, con un mercanteggiamento fino all’ultimo dollaro.
LA DIPLOMATICA. Nominata Giuliana Del Papa, nei giorni in cui Trump rivendica i territori. «Fase storica complessa».
MONDO. Il 2025 è stato l’anno che ha registrato il numero più alto di guerre dalla fine della seconda guerra mondiale, con ben 90 paesi coinvolti. Non è solo la quantità dei conflitti armati che contraddistingue l’anno appena chiuso. C’è anche la qualità dei rapporti intervenuti nelle relazioni internazionali.
MONDO. Stabilità internazionale, rapporti meno tesi tra gli Stati e maggiore coraggio nelle scelte cruciali da parte dei leader. Ecco quanto è auspicabile augurarsi nel 2026 dopo il turbolento 2025.
MONDO. La cronaca di questi giorni, anzi di queste ore, dimostra plasticamente quanto poco abbia di negoziato quello che ci siamo abituati a definire «negoziato sulla guerra in Ucraina».
EUROPA. In assenza di un negoziato diretto fra Mosca e Kiev, è inevitabile assistere da mesi alla spola dei mediatori statunitensi con i «Piani di pace» continuamente corretti. L’unico incontro dal vivo fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky avvenne all’Eliseo il 9 dicembre 2019, alla presenza del padrone di casa Emmanuel Macron e dell’allora cancelliera Angela Merkel.
MONDO. Non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Il sordo in questo caso è l’Europa che fa finta di non sentire la litania di insulti del presidente Trump e prese di distanze, ormai anche formali, provenienti da Washington.
MONDO. Il documento di «Strategia di sicurezza nazionale», elaborato dal governo statunitense, mette nero su bianco quello che Trump ha più volte enunciato.
MONDO. Non ci sono testi ufficiali pubblicati. I media li hanno ricostruiti su fughe di notizie, testimonianze anonime e dichiarazioni dei leader, ma nessuno ha certezza su nulla.
ITALIA. Sostegno all’Ucraina, un nuovo allineamento tra Salvini e Conte.
MONDO. Parassiti, costruttori di una Ue nata per far male agli Usa, ora persino Quarto Reich, Musk dixit.
MONDO. Non c’è da sorprendersi. Il documento di «Strategia nazionale», presentato dall’Amministrazione Trump, mette nero su bianco quanto già da tempo si è compreso osservando le trattative diplomatiche o registrando le dichiarazioni pubbliche dei leader.
MONDO. I partiti italiani sono riusciti a polemizzare tra loro proprio nel periodo del voto sul nuovo pacchetto di aiuti dell’Italia al governo di Kiev.
MONDO. Speranze di pace nel bel mezzo di pesanti minacce. Come a poker - tra finte, controfinte e bluff - i giocatori stanno calando il carico sul tavolo nel tentativo di strappare le migliori condizioni in quella che appare essere la possibile fase finale della trattativa.
MONDO. E’ forse il momento più duro per l’Ucraina, sospesa fra dignità e sopravvivenza: l’arrivo del «generale inverno» che impone le severe leggi della natura, l’uscita di scena per l’inchiesta sulla corruzione di Andriy Yermak (il principale collaboratore di Zelesnky e l’«uomo indispensabile»), i negoziati diplomatici che faticano a trovare un punto d’equilibrio, tutto questo delinea un quadr…