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Lavoro, improvvisare
non serve a nulla

di Elvira Conca
Lavoro, improvvisare non serve a nulla

A dieci anni esatti dall’inizio della crisi partita dall’altra parte dell’Oceano, che anche a Bergamo ha fatto strage d’imprese, posti di lavoro e fiaccato il morale della gente, tornare a parlare di assunzioni fa un po’ strano. Eppure, grazie ad una produzione industriale che si consolida (+0,5% nel secondo trimestre e un robusto +2,3% su base tendenziale), gli ordinativi che aumentano (un energico +7,6% sull’estero, il 3,9% in Italia), i segnali che le aziende orobiche sono tornate a cercare personale ci sono.

Cattivi maestri
e leader forti

Cattivi maestri e leader forti

Il raid criminale dei razzisti in Virginia ha posto il problema di un presunto rapporto fra l’impronta politica di Trump e l’incursione degli eredi del Ku Klux Klan. Questo sospetto s’è affacciato sia per la chiamata di correo di un capo degli estremisti (ha detto di aver messo in pratica le promesse del presidente americano) sia per la reticenza (poi corretta tardivamente) del capo della Casa Bianca. La questione ci riguarda, anche perché Trump, pur giunto al potere in una fase in cui i populisti europei sono ormai prossimi alla maturità anagrafica, è pur sempre l’ispiratore di un certo modo di far politica. Il razzismo e la paura del diverso (xenofobia) non sono apparentabili in automatico, ma condividono almeno un fattore.

Solo e lontano dalla famiglia
In Francia prova di maturità

di Daniele Cavalli
Solo e lontano dalla famiglia «In Francia prova di maturità»

Roberto Tiraboschi, studente di Loreto che ha deciso di passare dal liceo Falcone a una scuola di Nantes. «All’estero non basta la lingua studiata in classe». Il primo impatto con la Francia? Un po’ traumatico. Arrivò nella casa che lo avrebbe ospitato per un anno, e il giorno dopo cominciò subito l’anno scolastico. Da lì in poi avrebbe dovuto arrangiarsi da solo. Ma alla fine Roberto Tiraboschi, 19 anni, del quartiere cittadino di Loreto, si è ambientato e a Orvault, un paesino poco fuori Nantes, in Francia, ci è rimasto un secondo anno.

Incendi e siccità
I moniti dell’estate

di Diego Colombo
Incendi e siccità I moniti dell’estate

L’Italia brucia, la Costa Azzurra brucia, il Portogallo brucia. I fiumi sono in secca. Si parla di razionamenti dell’acqua. Si boccheggia sotto il solleone. Lo scenario dell’estate di quest’anno evoca sempre più suggestioni letterarie da «La terra desolata» di T. S. Eliot, la città infernale dove, con il passare del tempo, l’uomo si trova sempre peggio. Oppure lo scenario postapocalittico di «La strada» di Cormac McCarthy. La carenza di acqua riguarda più della metà dell’Italia: sono dieci le regioni che hanno già chiesto o intendono chiedere lo stato di calamità naturale. Mancano le risorse idriche per i campi e per gli allevamenti di bestiame: secondo Coldiretti, i danni dovuti alla siccità ammontano a circa due miliardi di euro